Sorsi Di Vino

L'avvicinamento al vino non è solo la scoperta di un mondo fatto di profumi, sapori e sensazioni ma, anche e soprattutto, di emozioni e di pensieri. Questo blog nasce dal desiderio di esprimere e condividere riflessioni sul vino, sul suo mondo e non solo su di esso.
venerdì, 19 giugno 2009

Tra poco si riparte...

732803_partenza
... manca poco (spero).
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categoria: news


domenica, 01 febbraio 2009

Tre grandi vecchi a confronto

La nostra ultima degustazione ha visto tre celebri DOCG a confronto, tre veri e proprio mostri sacri dell'enologia italiana: Barolo vs. Brunello di Montalcino vs. Taurasi.



Francesco Boschis e Figli
Barolo "Cannubi" 2000
Fascia di prezzo: €€€

barolo_boschis
Boschis è un nome relativamente comune nell'area di Barolo ma, nonostante l'omonimia, il vino degustato ieri sera non ha niente a che vedere con quelli del più noto Francesco Boschis di Dogliani. Trattasi invece di una azienda di modeste di dimensioni e di minor notorietà, con rivendita proprio nel centro di Barolo, a due passi dal castello. E' qui dove, un paio d'anni fa, io e Miki acquistammo questa bottiglia. E' un Barolo molto tradizionale, prodotto con uve provenienti dal celebre vigneto Cannubi, a un tiro di schioppo dal paese.

La degustazione

Il colore aranciato di scarsa vivacità, un poco opaco e appena velato da una discreta presenza di sedimento, non sembra preannuciare un'ottima tenuta. Fortunatamente si dimostra più convincente al naso, con un profilo olfattivo di discreta complessità ed eleganza, giocato su note mature che richiamano pot pourrì di fiori secchi, frutti scuri in confettura e pelliccia. Per Francesco si aggiungono richiami speziati, mentre per Mader emergono anche sentori fumé. In bocca si ha parziale conferma di ciò che l'aspetto lascia presagire. Per quanto ancora assai godibile, è già sommessamente avviato sulla strada dell'ossidazione. Le sensazioni tattili sono sollecitate con eccessiva timidezza; manca quella struttura, quel dinamismo e quella forza che ci si dovrebbe aspettare da un Barolo degno di questo nome. Anche la chiusura, che non brilla in persistenza, fà di questi sorsi una bevuta piacevole ma certamente non esaltante.

La valutazione

Da un Barolo ci aspetta decisamente di più.

Francesco: @@
Pacobillo: @@@
Miki: @@
Mader: @@
Mariateresa: @@@
Sabata: @@@



Villa Poggio Salvi
Brunello di Montalcino 1999
Fascia di prezzo: €€€€

brunello_poggio_salvi
Di proprietà della Biondi Santi s.p.a., l'azienda di Villa Poggio Salvi ha il non trascurabile merito di produrre brunelli dignitosi a prezzi accessibili. Quello degustato ieri sera è del 1999: un'annata decisamente ottima per il Brunello, i cui dettagli possono essere approfonditi sul sito ufficiale a questa pagina.

La degustazione
All'aspetto è decisamente più convincente del precedente: color granato, vivo, carico, limpido, con deboli nuances aranciate. Discretamente consistente, ma non pesante né particolarmente denso. Al naso si esprime senza irruenza ma con piacevole intensità, svelando un bouquet piuttosto complesso nel quale sento emergere la viola, l'amarena in confettura, le spezie e una nota di cacao. Mader riconsce, a ragione, anche sentori di tabacco. Piuttosto curiosamente, questi dolci aromi rievocano nella memoria di Mariateresa i profumi della mamma.
In bocca l'equilibrio è da manuale. La lenta evoluzione ha levigato con pazienza le naturali asperità del brunello. Non si esibisce con grandi prova di forza, ma dimostra comunque struttura e buon carattere. Chiude lungo, lasciando in bocca delicate sensazioni fruttate.

La valutazione
Forse non un fuoriclasse, ma certo un Brunello più che dignitoso.

Francesco: @@@
Pacobillo: @@@@
Miki: @@@@
Mader: @@@@
Mariateresa: @@@
Sabata: @@@@



Mastroberardino
Taurasi Radici Riserva 1997
Fascia di prezzo: €€€

Radici_Riserva_2000_Bott_30
Eccoci dunque ad una vera e propria pietra miliare dell'enologia campana: il Taurasi Radici Riserva di Mastroberardino. Probabilmente la quintessenza della celebre DOCG campana, peraltro frutto di un'annata decisamente ottima e stappata ieri dopo 12 anni dalla vendemmia.

La degustazione
Dodici anni e non sentirli. Che vivacità, che profondità, che lucentezza il colore di questo Taurasi. Ancora perfettamente granato, netto e limpido. Al naso esordisce con forza e grande intensità esibendo un ricco bouquet dominato da una netta vena balsamica (menta per Francesco, canfora per Mader). Un'evidente componente eterea (richiami di smalto per Miki) gli fa' da spalla, alla quale seguono profumi più canonici che richiamo la terra bagnata e la frutta secca. Questa brillante performance frena appena leggermente all'esame gustativo, dove troviamo una bocca che, per quanto calda e di bella struttura, forse non trova quel dinamismo e quella forza dei fuoriclasse. Chiude lungo.

La valutazione
Una grande annata, un eccellente produttore e un ottimo invecchiamento fanno di questo Taurasi, senza mezzi termini, un grande vino.

Francesco: @@@@
Pacobillo: @@@
Miki: @@@@
Mader: @@@
Mariateresa: @@@
Sabata: @@@@
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categoria: degustazioni, vini toscani, vini campani, vini piemontesi


sabato, 31 gennaio 2009

Terre di Toscana 2009

Terre_di_ToscanaL'8 e il 9 Marzo si terrà a Lido di Camaiore, con la consueta organizzazione de L'AcquaBuona, la seconda rassegna dedicata ai vini di Toscana. L'evento è particolarmente interessante per la vasta e prestigiosa partecipazione di molte aziende di rilievo proveniente da tutta la Toscana (qui la lista completa). Per maggiori informazioni potete consultare la pagina ufficiale dell'evento.

Ingresso:  € 15 (€ 10 per soci AIS, Fisar, ONAV, Slow Food e per gli iscritti al notiziario de L’AcquaBuona).

Domenica 8 marzo: ore 12-19 degustazione; ore 21 grande cena in compagnia dei vignaioli e dei loro vini.
Lunedì 9 marzo: ore 11-18 degustazione.
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categoria: news, eventi, vini toscani


lunedì, 22 dicembre 2008

Südtirolerwein

Schloss_Maretsch_Fahnen_Handelskammer_BozenUn fugace saluto a tutti gli amici del blog.  Sono in partenza per l'Alto Adige, o per dirla più politically correct, per il Sud Tirolo. Ufficialmente la trasferta mi vede in veste di mero accompagnatore per una Miki sempre più ansiosa di visitare i famigerati "mercatini di natale". In realtà il mio è un bieco pretesto per andare alla scoperta dei vini altoatesini, nella speranza di portare giù qualche buona bottiglia per le festività. Ci risentiamo tra qualche giorno! :-)
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categoria: viaggi


venerdì, 12 dicembre 2008

Due bianchi francesi: economici ma buoni

Come più volte ho sostenuto, credo che per capire meglio i vini di casa nostra sia utile ogni tanto guardare anche fuori confine. Meglio ancora se il confine è quello che ci separa dai cugini d'oltralpe.

Oggi voglio brevemente parlare di due bianchi francesi, uno proveniente dal Nord (Loira) e uno proveniente dal Sud (Rodano meridionale). Elegante e fresco il primo, quanto potente e strutturato il secondo. Nella loro diametrale diversità, i due vini sono in realtà accomunati da un ottimo rapporto qualità-prezzo (entrambi ad un passo dalle @@@@).



Château Saint-Roch
Côtes-du-Rhône Blanc 2006
http://www.chateau-saint-roch.com/
Fascia di prezzo:
Gr. 14%

saint-roche

La foto mostra un Côtes du Rhône rosso ma quello degustato è un bianco: non sono riuscito a reperire un'immagine su internet del bianco, ma vi assicuro che l'etichetta è più o meno identica.

Si tratta di un vino che ho acquistato l'anno scorso direttamente dal produttore, quando mi sono trovato di passaggio nella regione del Rodano meridionale. Ricordo che il prezzo era decisamente competitivo, di poco inferiore ai 10 euro.

Non è chiaro l'uvaggio di questo Côtes du Rhône ma, come da tradizione e disciplinare, sarà verosimilmente composto da un articolato assemblaggio di vitigni differenti, tra i quali probabilmente non mancheranno Grenache blanc, Clairette blanche, Roussanne e Viognier.

Oro carico, concentrato. Profumi intensi, potenti ma non aggressivi, dominati da note floreali e di macchia mediterranea. Nonostante il grado alcolico, al naso l'alcolicità è discreta e perfettamente integrata. Bocca di grande volume e morbidezza. Rispetto all'anno scorso ho notato una evoluzione che lo ha nettamente migliorato.

Voto personale: @@@



Domaine Hubert Brochard
Pouilly-Fumé 2004
http://www.hubert-brochard.fr/
Fascia di prezzo: €€
Gr. 12,5%

PouillyFumeAngled_l

Bottiglia scovata su uno scaffale in enoteca a poco più di 10 euro. L'ho presa ignorando del tutto la qualità e la fama del produttore, solo per il desiderio di soddisfare la curiosità di bere un Puilly-Fumé, una delle più importanti AOC della Loira e ottima rappresentante del Sauvignon Blanc.

Nettamente dorato e limpido nel bicchiere. I profumi sono eleganti, citrini, con note di miele, fiori di acacia, foglia di pomodoro. Non ho percepito la tanto famigerata nota fumé o di "pierre à fusil". In bocca ha una splendida freschezza e vivacità (che non mi sarei aspettato visto l'annata) e una bella, lunga, chiusura minerale.

Voto personale: @@@
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categoria: degustazioni, vini francesi


martedì, 09 dicembre 2008

DOC Terre di Pisa? Anche no!

pisa
Lo scorso Sabato (6 Dicembre), in occasione dell'evento Pisa Unica Terra Di Vino, è stata condotta a cura dell' AIS, una degustazione guidata di alcuni vini proposti quali esempio per la nuova prevista DOC "Terre di Pisa".


Breve resoconto della degustazione

Scopaiolo 2007 (Pieve de' Pitti)
Prodotto con syrah (60%), merlot (30%) e petit verdot (10%). Niente legno, solo acciaio per 5-6 mesi prima dell'imbottigliamento. Naso di buona intensità, non particolarmente complesso, dominato da note floreali e un debole accenno animale. Bocca reattiva, tannica, discretamente acida. Vino gradevole.

Il Ghizzano 2007 (Tenuta di Ghizzano)
Prevalenza di Sangiovese (80%), quindi 20% di Merlot. Anche in questo caso niente legno. Più intenso, fruttato e complesso del precedente. In bocca è ancora piuttosto tannico. Caldo e persistente.

Castellaccio 2004 (Fattoria Uccelliera)
Uvaggio costitutito da Sangiovese (60%) e Cabernet Sauvignon (40%). Fermentazione malolaticca e maturazione in barrique per 14 mesi. Rubino molto concentrato, si rivela inaspettatamente timido al naso. In bocca è scomposto, prevaricato da un eccesso di acidità. Forse una bottiglia sfortunata?

Astreo 2006 (Fattoria La Tana)
Non è chiaro l'uvaggio (sul sito internet aziendale, non sono riportati i dati dell'Astreo). Naso non eccessivamente inteso ma elegante, giocato su profumi fruttati e appena speziati.
In bocca dimostra equilibrio e bilancita acidità.

Helianthus (Az. Agr. Azzoni - Avogadro)
Prodotto con sangiovese (50 %), più merlot e syrah in parti uguali. Fermentazione malolattica svolta in barriques di rovere ungherese e americano dove il vino compie anche il suo affinamento per 12-14 mesi. Profumi più terziarizzati rispetto ai vini precedenti. Evidente il legno. Non convince la persistenza.

Giusto alle Balze (Marcampo)

Merlot 100%. Rubino molto concentrato. Intenso all'olfatto, dove prevalgono le note di frutta matura, accompagnate da un lieve eccesso di alcolicità. Bocca equilibrata ancorché giovane.


Considerazione personale


Sono fortemente critico sull'utilità di istituire una DOC "Terre di Pisa": i vini degustati, la cui qualità varia dall'ordinario al discreto, si sono dimostrati sia dal punto di vista organolettico che da quello dell'uvaggio, fortemente eterogenei, privi di evidenti punti di connessione (se non quello meramente geografico). Sfugge quindi il significato di questa proposta che, a mio avviso, contribuirebbe solo a creare ulteriore confusione e a screditare il già ampiamente screditato sistema delle doc.
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giovedì, 27 novembre 2008

L'eccellenza di Toscana

eccellenza_di_toscana
Ancora un altro importante evento va ad aggiungersi alla già ricca schiera di occasioni enoiche di questo Dicembre. Si tratta de “L’ECCELLENZA DI TOSCANA”, manifestazione promossa e organizzata da A.I.S. Toscana, che avrà luogo Domenica 14 Dicembre 2008, presso Grand Hotel in Piazza Ognissanti, 1 a FIRENZE.

L’evento eno-gastronomico più importante della regione vedrà protagonisti i migliori vini toscani premiati dalla guida della Bibenda editrice DUEMILAVINI: produttori ed aziende agricole, sommeliers professionisti e delegati territoriali pronti a rispondere alle numerose domande di un pubblico interessato. In d
egustazione dei vini toscani che hanno conseguito i 4 e 5 grappoli nella guida DUEMILAVINI 2009.

Orario della manifestazione: 10.00 - 20.00
Biglietto d'ingresso: gratuito per i soci AIS, € 15.00 per i non soci.
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giovedì, 20 novembre 2008

Le Isole del Desco

IlDesco
A quanto pare, in questo periodo, per chi abita fra Pisa e Lucca, le iniziative legate al mondo del vino non mancano. E' con piacere che riporto anche qui la seguente notizia comunicata dalla delegazione A.I.S. di Lucca.

Le Isole del Desco è un'iniziativa che la delegazione di Lucca dell'Associazione Italiana Sommeliers ha voluto dedicare al vino (ma non solo) e ai suoi appassionati, presso il Palazzo del Real Collegio a Lucca, nella zona retrostante alla chiesa di San Frediano.

Gli amanti del nettare di bacco oramai si contano a migliaia, e sempre di più sono alla ricerca dell'approfondimento, di capire cosa stia dietro una bevanda. Per quest'anno la Delegazione A.I.S. di Lucca ha voluto organizzare alcuni incontri dalla durata di 2 ore circa che, oltre a offrire la classica degustazione di prodotti d'eccellenza, ne contemplano la storia, gli aneddoti e i segreti.

Iniziamo alle ore 17:00 di domenica 23 novembre parlando dei vini di Bolgheri, dal famosissimo Sassicaia agli altri vini che ne hanno seguite le orme.

Proseguiremo la domenica successiva (il 30 novembre) alla stessa ora, per incontrare i rappresentanti dell'Associazione A.I.B.E.S. che con dimostrazioni e assaggi ci porteranno nel fantastico mondo dei cocktail e del bere miscelato.

Domenica 7 dicembre conosceremo la tradizione (non molto italiana) delle Birre di Natale, con una degustazione unica di birre provenienti dalle principali realtà europee.

Il giorno successivo, lunedì 8 dicembre, un'importante tema del vino sarà affrontato da un grande enologo: i vini biodinamici. Saremo accompagnati nel comprendere la filosofia che accompagna questi prodotti ancora poco conosciuti e, attraverso una degustazione dei vini più rappresentativi di Lucca e di altre province toscane, cercheremo di fare chiarezza su un fenomeno che non è (e non deve diventare) una moda.

Per l'ultimo appuntamento (domenica 14 dicembre) non poteva mancare un brindisi con il vino più famoso e conosciuto al mondo: lo Champagne. Cercheremo di capire il perché di questo successo con l'aiuto dell'Ambasciatore dello Champagne in Italia 2008, Leonardo Taddei.

Gli appuntamenti:
Domenica 23 novembre: L'isola del Vino 1: Il Sassicaia e i suoi fratelli
Domenica 30 novembre: L'isola dei Cocktail: Un mondo miscelato
Domenica 7 dicembre: L'isola della Birra: Degustazione delle birre di Natale
Lunedi 8 dicembre: Lisola del Vino 2: I Biodinamici di Lucca
Domenica 14 dicembre: L'isola della Bollicine: Champagne & C.

Sala incontri, ore 17.00 - Ingresso a pagamento
Info e prenotazioni: A.I.S. Lucca

Per maggiori informazioni sulle altre iniziative enogastronomiche correlate, consiglio la lettura di questa pagina Il Desco: sapori e saperi lucchesi in mostra a Lucca.
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categoria: news, eventi, gastronomia


venerdì, 14 novembre 2008

Pisa Vini 2008

pisaunicaterradivino
Seppur meno pubblicizzata del solito e con un certo ritardo rispetto agli anni passati, è stata finalmente annunciata la dodicesima edizione di Pisa Vini, che quest'anno prenderà il nome di PisaUnicaTerra di Vino.

Come per gli anni passati, l'evento si svolgere alla Stazione Leopolda di Pisa (P.zza Guerrazzi) il 6 e il 7 Dicembre. Due giorni interamente dedicati alla conoscenza del vino (e delle grappe) prodotte nel territorio. E' prevista la partecipazione di 60 produttori con oltre 150 vini presentati. In contemporanea sono previste degustazioni e laboratori guidati per approfondire la conoscenza delle varie tipologie di prodotto (anche se per il momento non sono noti ulteriori dettagli) .

Orario: 15.00 - 20.00
Ingresso a pagamento: € 10,00 incluso il bicchiere della manifestazione
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mercoledì, 12 novembre 2008

Vane riflessioni sul costo del vino

T - Banconote euro
Quanto è giusto spendere per un buon vino?

Sono convinto che la grande maggioranza dei vini venduti al dettaglio sopra i 50 € non meritino quello che costano. Ciò è ancora più vero quando alcuni produttori vogliono furbescamente far valere la fasulla equazione "vino costoso = vino pregiato". D'altro canto è vero pure il contrario: il prezzo di alcuni rari vini è determinato, non tanto o non solo da deliberate scelte aziendali, quanto piuttosto dalla loro fama e quindi dall'ineluttabile incontro tra la domanda e l'offerta. Sono certo che se anche un Sassicaia o un Amarone di Quintarelli fosse immesso sul mercato ad un prezzo quasi popolare, verrebbe in un istante accaparrato da speculatori ben tranquilli di rivenderlo a prezzi assai più alti (cosa poi non tanto dissimile da ciò che avviene realmente). Insomma, che lo si voglia o meno, non ci si può far nulla: si chiama legge del mercato.

Quello che però voglio dire è altro. Oltre una certa soglia, il prezzo non è più in grado di giustificare la qualità che, per quanto elevata essa sia, non potrà mai essere proporzionata al costo. Nell'iperbolica impennata dei prezzi di certe bottiglie, il vino cessa di essere "bevanda", o anche solo mero veicolo di appagamento sensoriale, per trasformarsi in oggetto di culto, in status symbol, esattamente come lo sono un Rolex (non più orologio) o una Ferrari (non più autombile). Vino-oggetto quindi, il cui interesse è dato non più (o non solo) dal contenuto della bottiglia, ma da ciò che essa rappresenta. L'originale interesse per il vino come "bevanda" (quantunque dispensatrice d'emozioni) viene dunque abbandonato in favore di altre forme più patologicamente narcisistiche di appagamento psicologico.

Cos'è, più nel dettaglio, che spinge una persona ad arrivare a spendere 130 € per un Sassicaia, 300 € per un Sorì San Lorenzo di Gaja, o adirittura più di 1.500 € per un Romanée-Conti?

Credo che una prima ragione, in parte già anticipata, sia legata non tanto all'appagamento sensoriale, quanto proprio al narcisistico desiderio di possedere (o anche solo di esibire) un simbolo del lusso. Alternativa meno vanesia è rappresentata invece dal desiderio di conferire solennità ad un evento importante. In questo caso il vino viene visto e vissuto come simbolo, quasi cerimoniale, avente funzioni suggellanti. Ci sono, d'altronde, alcuni vini la cui indubbia e costante qualità (unita magari ad una scarsissima produzione) nel tempo ha conferito al nome un alone quasi mitologico, capace di portare alcuni appassionati a spendere cifre ben al di sopra di quelle che normalmente sarebbero disposti a spendere. E' qui che probabilmente risiede il seme di un'ulteriore ultima ragione che, credo, poco o niente ha a che spartire con quelle precedenti, derivante bensì da una pura, semplice, seppur per certi versi un po' fanatica, passione.

Ora, così per giocare (lo si fa' spesso parlando di vino), voglio divertirmi ad invidivuare tre vini per le tre ipotetiche categorie di consumatori succitate.
1) Prima categoria, il vino del narcisista: Sorì San Lorenzo di Angelo Gaja (circa 300 €). Tanto costoso quanto inutile come un Rolex, buono per dar bella mostra di sé con invitati importanti o per un presente impegnativo (e assai pretenzioso).
2) Seconda categoira, il vino del celebrativo: Sassicaia (almeno 110 €, a seconda dell'annata). Percepito forse più di altri (e forse soprattutto dai meno appasionati) come emblema classico (ma in realtà assai recente) dell'enologia italiana d'alto livello.
3) Terza categoria, il vino del fanatico. Montepulicano d'Abruzzo di Valentini (variabile, attorno ai 130 €). Vero oggetto di culto per gli appassionati più duri e puri, inscalfibili alle mode del momento nella loro anticonformistica costante ricerca del vino-graal.

Di questi tre vini, io che non mi escludo dalla cerchia dei patologici, penso che:
- il primo della lista, anche se mai me lo potessi permettere, sono certo che mai lo acquisterei: non tanto per il costo (abnorme), e nemmeno per la scarsa simpatia che nutro per il talentuoso personaggio, quanto piuttosto per quella maleodorante concezione elitaria che sta dietro alla sua idea di vino, oggetto voluttuario pensato e creato per i ricchi.
- il secondo, più che acquistarlo spero di farmelo regalare (anche su colletta) da qualche benefattore che, mosso a compassione, voglia aiutarmi a porre fine all'irrazionale imbarazzo da ignoranza che mi procura il non averlo ancora mai degustato.
- infine il terzo, note le lodi che certi puristi ne vanno tessendo, spero un giorno (pur lontano) di potermelo permettere, non foss'altro per fregiarmi d'averlo anch'io tra la mia modesta collezione ed appagare la mia insana bramosia di degustarlo (a tempo debito, s'intende).

Ma lasciando da parte questi discorsi (stretti parenti di quelli sul salame socialista o la mortadella comunista di paskoskiana memoria), e tornando alla domanda di partenza: quanto è giusto spendere per un buon vino?

Mi rendo conto che la domanda è in realtà piuttosto stupida e, soprattutto, priva di risposta. Tutto è in relazione a ciò che il portafogli permette e, soprattutto alla personale, e per questo insindacabile, scala di valori. Tra quelli che, a fine mese, riescono ad accantonare qualche soldino per le proprie spese voluttuarie, c'è chi preferisce spenderli in discoteca, chi al ristorante, chi invece in una buona bottiglia di vino (inutile puntualizzare a quale categoria io appartenga). Ah, ovviamente, c'è anche chi i soldini preferisce metterseli da parte, ma raramente nella previdente categoria delle formichine c'è spazio per l'appasionato di vino.

Comunque ciò non toglie, e a maggiore ragione in tempi austeri come questi, che il valore di un vino vada considerato anche e soprattutto per il suo rapporto qualità/prezzo. Anzi, credo che oggi più che mai, questo sia uno degli aspetti più importanti da considerare in fase d'acquisto.

La necessità, più o meno di tutti, di far quadrare i conti a fine mese obbliga sempre più spesso a delle rinunce. Per quanto mi riguarda, ho sempre adottato le parole d'ordine (invero un po' retoriche) di "bere meno, bere meglio" e "qualità, non quantità". Ma oggi, ancor più di ieri, credo che occorra anche più consapevolezza in fase di acquisto, con scelte precise (e non unicamente fondate sulle solite note guide) che previlegino le aziende oneste, che fanno della genuinità, della territorialità e del rapporto qualità/prezzo le loro bandiere
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categoria: riflessioni


Chi sono

Utente: Sabata
Nome: Fabio alias Sabata
Appasionato inesperto di Vino; amante paranoico della Montagna; sostenitore ignorante del buon Cinema; giocatore mediocre di Giochi Intelligenti; coltivatore pigro di Cactus; Paleontologo fallito.


LEGENDA DELLE VALUTAZIONI

@ Vino deludente

@@ Vino comune (o con lievi difetti)

@@@ Vino di buon livello

@@@@ Vino di gran livello

@@@@@ Vino eccezionale


Coup-de-coeur

Contrassegno con il simbolo ♥ i vini che mi hanno emozionato o colpito particolarmente

FASCE DI PREZZO

.................... fino a 10 €

€€.................. da 10 a 20 €

€€€................ da 20 a 30 €

€€€€.............. da 30 a 50 €

€€€€€............ oltre 50 €

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